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Le Spezie in Miscelazione – Vaniglia
3 Giugno 2021

Le Spezie in Miscelazione – Menta

menta in miscelazione

In questo nuovo articolo sulle spezie in Miscelazione, vi parleremo di una spezia fresca e profumatissima, la grande protagonista del Mojito: la menta.

Partiremo da alcuni cenni storici per conoscere le sue origini, individueremo le sue varietà e vedremo come inserirla nei nostri drink, nelle sue numerose varietà.  

 

Origini e cenni storici

La menta è coltivata fin da tempi molto remoti da popoli di tutto il mondo, dagli antichi egizi, ai romani e greci. Questi ultimi le attribuirono un’origine mitologica particolare, secondo la quale la ninfa Mentha era stata trasformata da Persefone, gelosa di lei, in un’erba insignificante. Fu solo successivamente che il Dio GIOVE, mosso da compassione, le conferì l’inconfondibile aroma che oggi tutti conosciamo. 

Facciamo un salto spaziale e temporale, e arriviamo in Italia, più in particolare in Piemonte. Siamo nella seconda metà dell’800 quando a Torino e dintorni si distillava la Menta bianca per ottenere un olio essenziale ad uso terapeutico ed erboristico. 

Nel 1903 arrivò in Italia una nuova varietà: la Piperita nera. La sua coltivazione crebbe a livelli sorprendenti e rese il Piemonte un leader indiscusso nel settore a livello nazionale. 

 

Varietà

Spesso non ci viene specificato al momento dell’acquisto, ma questa erba aromatica vanta numerosissime varietà. Vediamone alcune. 

  • M. Fruttata: foglie fortemente aromatizzate, dal tipico sapore pungente e piccante. In cucina è utilizzata nella preparazione di liquori e dolci.
  • M. Pulegium (o Romana): varietà fortemente aromatica, usata nella capitale per insaporire l’agnello e la trippa alla romana
  • M. Cioccolato:  profumo e sapore molto simili alla cioccolata. In cucina è utilizzata per preparare tisane, tè e dolci.
  • M. Svizzera: varietà di Menta Piperita coltivata sulle montagne svizzere. Le foglie contengono un olio essenziale ricco di mentolo ed hanno un forte effetto balsamico e rinfrescante sulle vie respiratorie. In cucina le foglie sono utilizzate in pasticceria e liquoristica
  • M. Crispa (o Cubana): si differenzia dalle altre specie per il suo profumo molto più delicato. In cucina viene utilizzata nelle zuppe, nelle salse, nella carne, per preparare liquori, sciroppi e caramelle.
  • M. Piperita: aroma penetrante e gradevole. Viene usata in erboristeria e per l’estrazione dell’essenza che è ricca di mentolo e viene usata in medicina, liquoreria e pasticceria
  • M. Marocchina: tra le mente più profumate e ricche di mentolo, con foglie piccole ed allungate, produce numerosi fiori di colore bianco. In cucina è ottima per preparare tè  e bibite fresche, si abbina a tutte le carni come agnello, anatra e montone, si accosta bene alle verdure estive (pomodori, cetrioli, patate, melanzane e zucchini) ed è aggiunta alle macedonie e dolci vari. 

 

La Menta in Miscelazione

Quando si parla di menta, mi vengono subito in mente quattro cocktail molto famosi per la presenza di questa erba aromatica. L’immancabile e intramontabile Mojito, il Mint Julep, l’Hugo, e il controverso Missionary’s Downfall. 

Prenderemo in considerazione questi 4 drink perchè sono tutti a base di menta, ma in ognuno di essi la menta viene utilizzata – o dovrebbe essere utilizzata – in un modo diverso, per valorizzarne i profumi all’interno del cocktail.

 

A ogni cocktail, la sua menta

Come visto sopra, ci sono tantissime varietà di menta. Vediamo come abbinare a ogni cocktail la sua varietà. 

  • All’Hugo, sarebbe opportuno abbinare una menta spicata, anche detta Menta Romana, molto profumata, e una singola foglia senza la cima posta all’interno del drink potrebbe aromatizzarlo a sufficienza. 
  • Per quanto riguarda il Mojito, occorre fare una precisazione: quando si parla di questo drink, viene spesso in mente una terminologia, ovvero Hierba Buena. Quest’ultima però, non è una varietà di menta, è semplicemente il modo di chiamare la menta a Cuba. A tal proposito, sarà sempre molto difficile trovare della Hierba Buena originale cubana, quindi diffidate da chi ve la propone. La menta che consigliamo per fare un buon Mojito è la classica Menta Piperita, o in alternativa dell’ottima Menta Marocchina, chiamata anche cervina. Questa menta si contraddistingue per un’estrema fragranza delle foglie che però una volta tolto il gambo perdono la loro efficacia, e hanno un gambo molto forte e resistente che nel tempo rilascia una fragranza di menta veramente fantastica. Ma sul tempo di rilascio della menta nel Mojito, ci soffermeremo più avanti. 
  • Per il Missionary’s Downfall, abbiamo bisogno di lavorare solo le foglie di menta e quindi abbiamo bisogno di una menta che abbia delle foglie resistenti che non vadano in sovraestrazione con l’alcool o che una volta rotte nel frullatore non prenda dei sentori eccessivamente amari. Per questo, sceglieremo la Menta crispa.  
  • Per il Mint Julep, invece, consigliamo sempre la Mentuccia romana o menta spicata, proprio per la sua naturale freschezza che ben bilancia il gusto rude del whiskey, del cognac o del rum, in assenza di una base acida come limone o lime. 

 

La menta per un Mojito perfetto

E’ bene precisare che c’è molta confusione sull’utilizzo della menta nel Mojito: c’è chi usa solo le foglie, chi le foglie le rompe per far uscire una maggiore fragranza all’interno del drink e c’è chi, come me, consiglia e usa anche il gambo principale della pianta. La motivazione è molto semplice: il gambo ha una maggior percentuale di oli essenziali e quindi un sapore più incisivo di menta e un rilascio più lento, quindi ci consente di arrivare verso la fine del cocktail con il picco di profumo e di sapore di menta, a differenza del solo utilizzo delle foglie, che siano pure o lievemente spezzettate.

Se non ci credete fate questa prova: prendete una foglia di menta e annusatela. Successivamente, apritela lievemente per assaggiarne la fragranza: noterete che il profumo sarà maggiore. Tuttavia sarà minore la resistenza al contatto con l’alcool e le basse temperature del cocktail. Prendete poi un pezzettino di ramo (va benissimo la cima) del gambo e noterete che l’esplosione di profumi sarà molto intensa e quindi il rilascio di fragranza nel cocktail sarà estremamente più pronunciato. 


Continuate a seguirci per nuovi spunti e tips sul mondo delle spezie in miscelazione. E non perdetevi il nostro corso di Home Made & Bitter dedicato alle preparazioni artigianali, in aula o online!   

1 Comment

  1. Ghd ha detto:

    Bell’articolo

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