Universo TIKI

Universo TIKI

In periodo di crisi, le persone hanno bisogno di “staccare”, di non pensare alle difficoltà. Sono nati i giochi a premi, i reality show di ogni genere, il desiderio di evasione da un mondo nel quale non vogliamo sopravvivere è costante. Uno dei più grandi fenomeni commerciali legati ai locali, bar, club, cocktail bar è sicuramente l’avvento, dopo il proibizionismo e la grande depressione americana, dei tiki bar. Il termine tiki si riferisce ai grandi intagli di pietra (spesso vulcanica) e legno che ritraggono forme umanoidi. Secondo le leggende polinesiane in ogni tiki si trova uno spirito. Gli intagli spesso servono a marcare i confini di luoghi sacri o significativi. In origine i tiki erano statuette di falli che le donne appendevano al collo come scongiuro contro la sterilità.

I tiki bar nascono con l’idea di far entrare l’avventore in “un altro mondo” e fargli dimenticare lo stress lavorativo o qualsiasi altro brutto pensiero: sono arredati “a tema”, come paradisi esotico tropicali e propongono in particolare drink a base di rum, i più leggendari sono il mai tai e lo zombie.

Gli interni e gli esterni dei tiki bar sono spesso accompagnati da statue, maschere e oggetti appartenenti alla cultura polinesiana, oltre che palme cascate d’acqua, hula girls ovvero ragazze vestite con particolari gonnellini  tipici della cultura tiki. Alcuni hanno addirittura programmazioni musicali di intrattenimento a tema.

Il primo tiky bar si chiamava DON THE BEACHCOMBER, e fu creato nel 1933 da Ernest Gantt , il cui acronimo era DONN BEACH. La caratteristica di questo bar era quella di servire una grande varietà di drink esotici e appetizer cinesi (nella prossima puntata vederemo perché) ed era arredato con una serie di statue e oggettistica che Gannt collezionò nei suoi vari viaggi ai tropici.

Con la chiamata alle armi DONN, l’ex moglie, prese la gestione del bar e ne fece quasi un franchising, aprendo 16 ristoranti.

Tornato dalla seconda guerra mondiale Gannt si trasferì alle Hawaii dove aprì , in perfetto stile tiki, il WAIKIKI BEACH, proprio sulla spiaggia, illuminato alla sera con delle fiaccole primitive.

 

L’espansione del fenomeno tiki si deve anche a Victor Bergeron, più famoso come TRADER VIK, il quale sicuramente si appropriò dell’idea di Gannt e aprì il primo dei suoi tiki bar a Oakland , in California. A lui si deve l’invenzione del famosissimo MAI TAI.

Ultimamente, complice questa grande crisi mondiale, il fenomeno tiki sta tornando clamorosamente alla ribalta.

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